alvise marchesi

Alvise Marchesi, un uomo in 3D

Da un po’ di anni ormai michielizanatta.net non è più da solo … anzi proprio in virtù del .net(work) che da sempre è presente nella sua denominazione nel tempo è stato costruito un team di professionisti nella sede di Udine di Via Cavour, 13 specializzati in diversi campi : architettura, impiantistica, web, grafica, social media marketing, modellazione 3D e visualizzazione fotorealistica.

La struttura nel tempo si è configurata come un originale coworking nel quale tuttavia non si punta alla sola condivisione degli spazi quanto piuttosto all’attivazione di sinergie collaborative.

In molti ci chiedono più dettagli su cosa stiamo diventando e quali sono gli obbiettivi. Abbiamo allora pensato di raccontarvi dei nostri coinquilini sotto forma di quelle che potremmo definire come delle FAQ a cui ci capita spesso di rispondere.

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Come vi siete incontrari con Alvise?

Alvise l’abbiamo cercato. Era l’ultimo tassello di quello che immaginavamo come partner di questo nuovo coworking a cui stavamo lavorando da anni. Alessandra ci suggerì di fare un bel post su Facebook e pubblicizzarlo. Ci chiamarono in molti interessati allo spazio ma nessuno ci colpiva, la necessità non era quella di riempire una scrivania ma al contrario trovare una persona con le competenze necessarie e complementari a noi e contemporaneamente ci fosse simpatico!
Perché alla fine le giornate durano almeno 8 ore …

 

Spesso l’attività di renderizzazione viene esternalizzata dagli studi che vantaggi ci sono al contrario a gestire il tutto internamente?

 

Da dove cominciare? Perché i vantaggi sono una marea. Il processo di costruzione di un’immagine non rappresenta per noi unicamente la messa in bella di un progetto perfettamente chiaro nella nostra mente quanto piuttosto un modo per testare le nostre scelte. Per meglio spiegare, per noi la collaborazione con Alvise rappresenta una delle fasi progettuali e non una fase conclusiva. Ed è per questo che la vicinanza fisica è indispensabile in un processo di continui aggiustamenti, perché scegliere un materiale, un punto di vista, una prospettiva, l’intensità della luce o l’angolo delle ombre fa cambiare totalmente il risultato finale di quello che per noi dovrebbe anticipare la realtà, che è poi il nostro obbiettivo finale. Cioè a noi non interessa fare delle belle immagini ma operare le giuste scelte con il massimo anticipo possibile in modo da minimizzare l’errore e il conseguente impatto economico per i nostri clienti. Questo è il senso del pro-gettare.

 

Tutti i vostri clienti beneficiano di questo tipo di servizio?

 

GHOUSEMOB_01-300x300 Alvise Marchesi, un uomo in 3DCi piacerebbe… Ed è quello a cui puntiamo. Al momento facciamo eseguire i render ad Alvise Marchesi solamente per quei clienti che ce lo chiedono espressamente e ne affrontano il costo, peraltro sempre ragionevolissimo. Questi sono solitamente società che utilizzano le immagini per obbiettivi commerciali. Al contrario i clienti privati, ad esempio chi si fa una casa o ristruttura il proprio appartamento, non richiede questo servizio. Non si rende però conto di cosa perde e quali benefici potrebbe avere perché tutto questo lo aiuterebbe a pesare meglio le proprie scelte. Pare infatti strano non investire una cifra relativamente bassa per poter anticipare la visione del proprio futuro e scegliere così per il meglio… Ma con il tempo siamo certi che riusciremo a farlo capire alla gran parte.

 

Che tipo di prospettive e sviluppi pensate dovrebbe avere l’attività di Alvise?

 

Purtroppo fare dei buoni rendering ormai non è forse più sufficiente. I clienti sono ormai abituati ad un’alta qualità delle immagini anche al di là dell’architettura, pensiamo ai videogiochi ed ai film di animazione. Quindi si aspettano molto e crediamo che la loro esperienza di visualizzazione dell’architettura dovrà essere sempre più ludica ed immersiva, ormai le tecnologie ci sono.
L’attività di Alvise crediamo quindi che lentamente si sposterà verso l’impiego di software che forse non simulino la realtà in termini fotorealistici quanto piuttosto esperienziali. Ci sono motori di render utilizzati per i videogame o software che li simulano (pensiamo a Lumion). Allo stesso tempo i visori stereoscopici (anche come devices per i comuni smartphone) si stanno diffondendo su ampia scala visto i costi abbordabilissimi.
In parallelo a tutto questo la modellazione 3D ormai è assolutamente propedeutica alla realizzazione di modelli fisici attraverso stampanti tridimensionali.

 

Quale credete sia al momento un limite della sua attività?

 

Alvise al momento non ha secondo noi ancora deciso di investire in maniera sufficiente su se stesso. Pensiamo lo faccia per un misto di modestia e timidezza. Ma ora che fa parte di un team più articolato e molto motivato crediamo che troverà la forza e la voglia di raccontare meglio chi è con onestà e senza barare ma con il giusto orgoglio per quanto ha fatto fino ad oggi.

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