Clienti(ni)

Ci osservano… solitamente in silenzio.

Non fanno quasi mai domande, guardano, ascoltano un po’. A volte si mettono a piangere o chiedono di andarsene prima possibile. Cerchiamo di tenerli tranquilli dando loro dei pennarelli o pescando qualche giochino per lo studio. Sbuffano…

Sono alcuni dei nostri clienti. Anche se loro spesso non sanno di esserlo. O almeno non danno grande importanza alla cosa. Se ne vengono in studio con gli altri clienti quelli più vecchi che loro per comodità chiamano mamma e papà.

Quasi ogni progetto di casa che facciamo coinvolge dei bambini, spesso molto piccoli a volte in arrivo. Ma ci sono con una certa regolarità… A volte solo nei pensieri dei nostri clienti, sono comunque un elemento solitamente imprescindibile nella nostra progettazione.

I bambini non ci dicono cosa vogliono, lo fanno di rado e quindi dobbiamo pensare noi per loro dobbiamo cercare di capirli e di immaginare cosa vorrebbero nella loro nuova casa. Non è mica facile…. non è mica facile confrontarsi con un cliente che non ti dice cosa vuole!!!

I bambini, i nostri, ci guardano fare il nostro mestiere di architetti, ci vedono partire verso cantieri, ci vedono affrontare le nostre rogne e per loro noi costruiamo case. Una al giorno, anche di più. A volte sono curiosi di vederle a volte no. A volte vengono in cantiere guardano. A volte ci chiedono di costruirne per loro, di rosa, in fretta. A volte usano i nostri plastici come campi di battaglia dove dinosauri e supereroi si scontrano.

I bambini crescono in fretta e sono spugne, assorbono tutto quello che li circonda, la capacità di apprezzare il bello non è innata ma nasce dall’esercizio e dalla consuetudine a frequentarlo.

Noi proviamo a fare case che aiutino i nostri clienti più piccoli a capire che le case non sono tutte uguali. Noi proviamo a fare case che diano un piccolo contributo a far crescere bambini un po’ più consapevoli che la luce e lo spazio possono cambiare l’umore anche nelle giornate tristi.

Noi proviamo … tanto loro comunque stanno zitti e non ci dicono 🙂

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