Grazie Glenn Murcutt

L’INSUCCESSO PORTA A PADRONEGGIARE L’ARGOMENTO

Di fronte a centinaia di persone nella cornice dell’Europauditorium della Fiera di Bologna questo anziano signore, di nome Glenn Murcutt, in poco più di un’ora e con una forza comunicativa incalzante ha distillato una lezione sul mestiere dell’architetto e sull’architettura intesa come processo e non come un prodotto . “Magnificamente inattuale” l’ha definito il professor Dal Co nell’introduzione. Considerando che il suo lavoro è presente solo in Australia , che ha svolto la sua professione sempre da solo, a volte solo con la collaborazione della moglie architetto, e confrontandosi con architetture sempre misurate.

Alla fine della Lectio la sensazione personale è che questo maestro sia stato semplicemente perfetto, sia nella professione che nell’incontro di oggi, dove ancora la semplicità ( “il tutto racchiuso nel poco”.cit.) è intesa come il risultato di un processo che risponde ai quesiti di numerose complessità e che diventa la caratteristica che rende sempre attuale l’architettura.

Grazie Glenn.

Romantico, e con una punta di critica al sistema scolastico universitario, il suo appello ad imparare o non dimenticare di disegnare a mano, ed ad usare il computer solo come uno strumento e non come la macchina a cui ci si affida per risolvere alcune complessità.

Artigiano, nell’approccio alla progettazione. L’architettura deve essere il luogo dove l’uomo che la abita sarà felice e sereno e gli consentirà di stare bene , non solo dal punto di vista prestazionale dell’involucro, ma soprattutto dal punto di vista del legame tra la vita e cultura umana e la natura e l’ambiente che lo circondano, quasi come se l’edificio fosse una modificazione genetica delle reti di vita esistenti nel luogo, tenendole tutte in considerazione, rispettandole e non ignorandole.

Leggere e studiare i segni del territorio dove si opera, dal punto di vista culturale e ambientale riuscirà a far individuare le caratteristiche che l’edificio non potrà non avere arrivando quindi ad una estetica della necessità dove bellezza e utilità si fondono.

Basso impatto ambientale significa soprattutto integrarsi con l’ambiente circostante, anche cromaticamente, rispettarlo, farlo proprio, conoscerlo, sfruttarne le doti e rimanendo al riparo dalle forze negative, decodificarne il linguaggio. Costruire oggetti facilmente smontabili, modificabili. Fare tesoro delle cose del passato e reinterpretarle dopo averne compreso i segreti.

Sono solo alcuni dei passaggi che rimangono indelebili nella mente, assieme al piglio deciso di chi dopo una vita desidera con forza comunicarli. La figura dell’architetto ha una immensa responsabilità ed è di fronte sempre a delle grandi sfide.

Grazie Glenn.

Glenn Marcutt Lectio Magistralis 29 settembre 2015 Bologna

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