La cura delle cose

L’occasione di riflessione viene grazie ad un progetto di restauro conservativo di alcuni monumenti commemorativi costruiti in pietra e che ha visto l’avvio del cantiere in questi giorni.

Tre oggetti piccoli, il principale ben disegnato e con un apprezzabile linguaggio architettonico di fine ‘800 primi del ‘900.

Le operazioni da svolgere per la conservazione portano ad approfondire i materiali e le operazioni condotte per l’accostamento degli stessi ,alla loro lavorazione, e all’assemblaggio. Perché pochi elementi lapidei giustapposti, accostati, legati tra di loro racchiudono in realtà operazioni difficili, derivate da molta esperienza, conoscenza delle caratteristiche fisico chimiche del materiale stesso e non per ultimo custodiscono delle sorprese.

E allora ingrandendo con la lente di osservazione ci si accorge che l’incastro tra le pietre anche se non visibile agli occhi è stato concepito con una certa geometria frutto di attento studio, che le stuccature hanno delle caratteristiche nell’impasto e nel colore raffinate e che all’occhio poco attendo di chi ci ha preceduto era sfuggita sporcandole con materiali e toni non compatibili, che il piombo che costituisce i caratteri di una iscrizione perché venga mantenuto saldo alla pietra su cui è fissato, non andrà incollato, ma andrà battuto delicatamente con un martellino di legno per controllare la deformazione del perno di cui è costituito e che lo riporterà al suo fissaggio originario e così via…

Piccole cose, invisibili, apprezzabili con pazienza, con curiosità, e da curare, curare perché portano con sé grandi insegnamenti. Insegnamenti declinabili a qualunque scala di progetto e che contengono nozioni di svariate materie oggi considerate come specialistiche.

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