Piazza Primo Maggio | Udine

Team: michielizanatta.net , Davide Bortoluzzo, Roberto Zanini

Oggetto: Concorso di idee per la riqualificazione di Piazza Primo Maggio

Committente: Comune di Udine

Cronologia: 2017

Esito: Progetto vincitore a pari merito


PREMESSA

Approcciarsi ad un tema così complesso ed articolato quale quello della riqualificazione di Piazza I Maggio richiede secondo noi in prima battuta di dover fare delle scelte ben precise ed allo stesso tempo diverse rinunce.

E’ necessario infatti riuscire ad osservare il contesto in modo obbiettivo e comprendere che, a differenza di quanto possa apparire, i gradi di libertà e di azione e le opportunità progettuali rimasti ad oggi sono abbastanza pochi. Su questo grande spazio urbano insistono una quantità più unica che rara di potenziali attrattori che tuttavia sono largamente tagliati fuori da un sistema di viabilità che ha reso la piazza una vera e propria rotatoria urbana. Credere oggi di poter riportare indietro le lancette di un orologio andato ormai molto avanti è quantomeno utopia.

Alla luce di questa presa di coscienza abbiamo sviluppato un progetto che rappresenta una collezione di idee e di possibilità per impostare una strategia e delle tattiche per immaginare un nuovo ruolo per questo grande spazio urbano.

Idee che immaginano un luogo differente ma che fanno i conti con le ridotte possibilità di azione concesse dall’area.

PRIMA IDEA “Una foresta urbana”

Il bosco unifica, a tratti cancella, nasconde sotto ad un grande ombrello il disordine del sottobosco. Il disordine viabilistico, la sosta, l’asfalto, il disordine del nuovo parcheggio interrato, gli svincoli tutto questo potrebbe idealmente essere ammorbidito, attenuato mediante la realizzazione di una unica grande foresta urbana.

Immaginiamo che a partire dall’attuale doppio filare si possano irradiare nuovi filari che vadano a saturare l’intera area creando nuovi coni visivi e percorsi che di fatto uniscano il centro con i bordi del sistema.

Con questa idea puntiamo a rovesciare l’attuale rapporto di figura-sfondo. L’ellisse che ora galleggia in un “terrain vague” privo di regole, schiacciata tra flussi e necessità automobilistiche, diverrebbe da pieno, qual’è ora, a vuoto, una radura… Una radura d’incontro. Uno spazio… non una superficie.

Il bosco è un luogo differente, lontano dalle nostre città, un posto dove si va. Nel nostro caso è il bosco che viene in città, portando con sé le sue specificità, puntando a cancellare il disordine il caos, la frenesia del quotidiano. Regalando momenti di luce e di ombra, di silenzio.

Un bosco in città fa anche bene, in una città che comunque la si veda produce emissioni di CO2. Un bosco è in grado di assorbire tali emissioni contribuendo a purificare l’aria, riduce drasticamente le isole di calore, favorisce la possibilità di creazione di ecosistemi e in poche parole rende le nostre città più belle.

SECONDA IDEA “Non tutto è collegabile”

Da sempre c’è questa volontà di connessione tra la Piazza I Maggio ed il Colle del Castello, tuttavia tale ambizione pare realisticamente essere più uno slogan che un vero e proprio obbiettivo di senso compiuto.

La prima ragione è data dal bassissimo flusso pedonale di persone che ridiscendono il Colle del Castello sul lato della piazza, a differenza di quanto avviene verso le più centrali Piazza Libertà e via Mercatovecchio. Irragionevole immaginare che qualcuno possa avere il desiderio di raggiungere il centro salendo e ridiscendendo dal colle piuttosto che utilizzare le più comode vie Manin e Portanuova.

La seconda ragione è il posizionamento del nuovo parcheggio interrato che di fatto rende la viabilità sottocolle imprescindibile al per il proprio funzionamento in particolare in uscita.

E così per noi l’idea è quella di sacrificare definitivamente la connessione verso il colle intensificando la viabilità da quel lato rendendola nuovamente a doppio senso di marcia allo scopo di scaricare l’ellisse da una parte di flusso e permettendo così le connessioni con altri pezzi importanti e più vivi di tessuto urbano.

Il nostro progetto si rivolge quindi verso l’Istituto Stellini ed il Conservatorio Tomadini quali nuovi motori per portare vita ed energia nella Piazza. Ed è in quella direzione che crediamo serva sviluppare delle connessioni più forti e strutturate

Il sistema dei percorsi a raggiera esistente viene mantenuto ed in parte rafforzato mediante la creazione di quattro piastre-ponte che permettono il collegamento tra il nucleo centrale della piazza ed il bordo. Creando allo stesso tempo occasioni d’incontro.

In particolar modo come già detto il Conservatorio Udinese Jacopo Tomadini e la vicina collina appaiono ingredienti importanti per l’innesco di un processo virtuoso di eventi, performance. Questo luogo punta a divenire uno spazio aperto e condiviso nel quale la creatività degli udinesi, in particolare i più giovani, possa davvero essere messa in piazza. Un vero e proprio “Angolo delle Performance” nel quale chiunque possa rappresentare se stesso e le proprie capacità.

Questo tipo di connessione dal centro verso l’esterno e viceversa è ottenuta anche grazie all’allineamento dei fusti degli alberi che creano prospettive, inquadrature. In alcune delle quali è presente un accento. Un elemento di progetto attrattore e di connessione tra bordo e fulcro: lo spazio per il conservatorio piccolo ambito che vive di vita propria, la pensilina per l’arrivo e la ripartenza turistica connessa con l’ufficio turistico, le placche pavimentate di connessione con le scuole e il giardino storico. Queste ultime, come dei piccoli palchi di teatro dotati di quinte vegetali permettono avvenimenti speciali nello spazio, unendo la luce e l’ombra, garantendo un bordo, un recinto, diventando luoghi di aggregazioni diverse ma nello stesso luogo, nella stessa cornice.

TERZA IDEA “Meno auto possibile”

Il nuovo sistema della viabilità comporta una significativa riduzione della sosta a raso esterna, questa è una scelta strategica atta a portare al minimo necessario i veicoli parcheggiati sulla piazza e poter così dare una continuità visiva. Ci saranno così aree sosta concentrate in particolare sui bordi sui quali insistono attività residenziali/commerciali/istituzionali che necessitano un rapido accesso.

Tale strategia servirà anche al definitivo sviluppo del parcheggio interrato recentemente realizzato e non ancora andato a regime vista la concorrenza, solamente psicologica, dei numerosi posti a raso esterni.

QUARTA IDEA “Un nuovo centro”

Il mondo è cambiato e cambia ogni giorno, e se un tempo uno specchio d’acqua con dei pesci rossi poteva rappresentare un valido attrattore per permettere che le persone si incontrassero oggi non è più così.

Diviene quindi indispensabile riprogettare il centro di tutto questo sistema affinché possa divenire un reale attrattore. Non si può infatti immaginare che in uno spazio di tali dimensioni le persone siano indotte a raggiungere il centro senza che questo “viaggio” abbia un reale obbiettivo.

Al momento sulla piazza esistono due strutture che forniscono un servizio ristoro all’interno di due poco più che baracche che inquinano visivamente e non poco la qualità della piazza. Crediamo quindi che in una revisione complessiva dell’area si possa pensare di mettere ordine a questa situazione liberando l’ellisse da queste due “superfetazioni” creando un punto ristoro bello, efficiente e contemporaneo che renda il centro della piazza una meta da raggiungere.

La nostra idea vuole mantenere il ricordo dell’attuale fontana trsaformandola in edificio.

Lo specchio d’acqua si solleva e diviene una lamina pensile baganta dall’acque e l’attuale bacino, opportunamente risagomato, diviene spazio coperto dove le persone potranno incontrarsi bere un aperitivo conversare nel cuore della nuova Piazza I Maggio.

Questo leggero spostamento tridimensionale del piano dell’acqua rimette in gioco anche l’adiacente collinetta del bunker conferendole un nuovo ruolo di punto di osservazione privilegiato per rivedere la fontana nella sua interezza.

QUINTA IDEA “Riordino dei materiali”

I materiali, quelli già presenti solo riordinati. Gli altri saranno semplici ed essenziali quindi cordoli in pietra, camminamenti in stabilizzato, asfalto per le corsie, pavimentazioni drenanti per i parcheggi, plotte in pietra e legno per le placche/piazze.

I percorsi attraverso il bosco sono liberi, non segnati, come a perdersi (al netto degli attraversamenti stradali) si solidificheranno quando si esce alla luce, all’interno dell’ellisse mantenendo il disegno storico.

L’arredo sarà ugualmente libero, sul modello dei parchi parigini, prevederà così una moltitudine di sedute sciolte distribuite nell’area, sedie libere che ciascuno potrà prendere posizionare al sole o all’ombra in modo isolato o a gruppi, mutando ogni giorno la configurazione dell’arredo stesso. Naturalmente questo presuppone una fiducia verso i cittadini e la comunità una fiducia che inizia attraverso questo tipo di concessione che di fatto punta a sviluppare quell’educazione civica necessaria a comprendere che lo spazio publico è spazio di tutti e da tutti deve essere usufruito con le stesse possibilità. Distribuire sedute libere è da un lato un esperimento sociale dall’altro di pedagogica civica.

Almeno 6 fontanelle alla fine dei percorsi radiali dell’ellisse disseteranno quelli che hanno fatto molte corse.

Non serve nemmeno scrivere che ci saranno adeguato numero di cestini per la raccolta differenziata.

Un’adeguata illuminazione dovrebbe rispondere alle necessità di sicurezza sia per i veicoli che per i pedoni, garantire accessibilità tranquilla anche nelle ore notturne, porre l’accento su particolari punti anche in maniera dinamica attraverso degli scenari legati sia alla spettacolarizzazione dello spazio ma anche ad un adeguato controllo e gestione dei consumi su base stagionale, settimanale e giornaliera. Sappiamo che il LED è la tecnologia per andare in questa direzione, sappiamo che i corpi illuminanti possono ormai integrare anche molte altre

funzioni quali quelle di videosorveglianza, di diffusione acustica di creazione di hotspot dati e molte altre.

SESTA IDEA “I soldi non sono tutto tuttavia…”

Nuovo Parcheggio Interrato di piazza Primo Maggio : 11 milioni di euro Riqualificazione Via Mercatovecchio: 860 mila euro
Proposta per la Riqualificazione di Piazza I Maggio: 1.3 milioni di euro (IVA inclusa) Cosa dire quindi?

Che forse tutto quello che abbiamo scritto e pensato fino a questo punto non sarà mai possibile perché un budget di 1 milione di euro, una volta tolta l’iva, non può essere immaginato per pensare ad una riqualificazione di uno spazio di queste dimensioni, con queste caratteristiche e con queste necessità.

Ed allora non vale nemmeno la pena di azzardare quadri economici finalizzati solo a far tornare dei conti che mai potrebbero tornare immaginando un progetto che minimamente punti ad una vera trasformazione di senso dell’area.

Per tale ragione ci fermiamo qui convinti che le idee che abbiamo provato ad abbozzare siano potenzialmente percorribili in toto o in parte, tutte assieme o un po’ alla volta.

Crediamo possano in parte essere sviluppate mediante sistemi di project financing pubblico privato (nella realizzazione gestione del nuovo punto ristoro, piuttosto che nella realizzazione della pensilina sosta corriere).

Crediamo che possano nascere da meccanismi di crowdfounding “adotta un albero per la tua città”.

Crediamo che possano essere sviluppate a step.

Ma siamo certi che mai potranno essere portate a termine con 1 milione di euro e siamo abbastanza certi che nemmeno altre altrettanto buone idee ci possano riuscire. Ma questo alla fine è un concorso di idee e di queste abbiamo voluto parlarvi.

Grazie per l’attenzione.

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