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IL PIATTO SBECCATO | Udine

Team: michielizanatta.net

Oggetto: Ristorante

Committente: PepatadiCorte s.r.l.

Ruolo: Progetto e Direzione Lavori

Cronologia: 2020

Fotografie: Massimo Crivellari


Questo progetto è stato per prima cosa una sfida. Di quelle toste davvero!

Un progetto per un amico, un progetto per un vecchio cliente. Lavorare per gli amici carica automaticamente di un enorme senso di responsabilità, se poi è anche già stato cliente e gli si è fatto un locale come la Pepatadicorte che ha avuto un significativo successo la faccenda si fa ancora più complicata.

E l’amico-chef inoltre mette il carico da cento sulla sfida perché mica ha intenzione di abbandonare il vecchio ristorante ma al contrario di raddoppiare con un nuovo locale. E non lo fa mica in un’altra città ma semplicemente a 500 metri dal primo.

Ah poi per non farci mancare nulla il tutto deve essere fatto durante una pandemia che complica ogni programmazione ed ogni abituale logica di gestione di un cantiere. Ovviamente non si può stare troppo tempo per realizzarlo per non essere troppo penalizzati dai continui stop and go. Magari contenere il più possibile i costi dal momento che la situazione economica non è delle più rosee.

La questione assume sempre più i contorni di una scommessa complessa. Come fare a proporre qualche cosa di differente senza rischiare di deludere le aspettative di una clientela già affezionata ad un’immagine, come differenziarsi mantenendo una continuità?

Noi vogliamo una cosa sola: trasmettere gioia! Crediamo che sia necessario provare a dare una visione forse diversa ed imprevista. Poi dentro ad un progetto si possono trovare tante cose differenti per noi il Piatto Sbeccato racconta di un mondo sotto sopra che è quello in cui è nato. Un mondo in cui lo spazio è continuamente “sbeccato” le superfici scivolano e sono fluide. I colori sono quelli del Circo di Dumbo, perché il gioco dell’architettura e quello della cucina sono giochi per virtuosi, trapezisti e acrobati.

Ma i colori che scivolano parlano di posti lontani di luoghi della memoria, di lunghe serate con gli amici da cui si esce magari un po’ brilli ma allegri. E come per qualsiasi pietanza il gioco è scegliere i giusti ingredienti e mescolarli nelle giuste dosi. Un po’ di ceramica che parla mediterraneo, un po’ di legno vecchio ritrovato che ci fa ricordare il bancone della Pepatadicorte, un po’ d’oro per il bagno, sedie e tavoli che ci ricordano un viaggio scandinavo quando eravamo giovani e grandi luci sottili.

La sfida era complessa per noi in questo momento la vittoria sta nell’andare ogni tanto a pranzo in questo locale e trovarlo pieno di gente sorridente che di questi tempi non è cosa scontata. Per tutto il resto non sta a noi a giudicare.

Consulenze

Impianti: FV progettazione impianti

Pitture: Luigi Pico
Opere in metallo: Netto Serramenti
Impianti: Giovanni Mrak (elettrico) ecopoint (idro-termo-sanitario)

Ebook

Lavorare

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