CASA ET | Pavia di Udine (UD)

Team: michielizanatta.net 

Oggetto: Progettazione nuova villa, successiva ristrutturazione mediante conversione di annesso agricolo ad abitazione unifamiliare e completamento attraverso intervento di ampliamento

Committente: Privato

Ruolo: Progetto definitivo, esecutivo, PSC e D.L.

Cronologia: 2010 – progettazione villa

                        2012- riconversione annesso rustico

2018 – ampliamento

Fotografie: Massimo Crivellari


LA LEZIONE DELL’ORNITORINCO / UNA CASA DARWINIANA

Il nostro è un mestiere complesso e questo progetto rappresenta nell’arco della nostra attività l’esempio più calzante di quello che noi crediamo sia il costante “adattamento architettonico” e cioè la capacità di sviluppare una continua evoluzione e modificazione del progetto al mutare delle condizioni al contorno.

Siano queste di carattere urbanistico, tecnico o di necessità del cliente.
Tutto ha avuto inizio circa dieci anni fa quando i clienti ci contattarono per realizzare una villa su di un terreno che a breve sarebbe stato lottizzato.

Progettammo una villa XXL sviluppata mediante l’assemblaggio di tre volumi distinti
dal punto materico (pietra, intonaco e legno) e funzionale (zona giorno con piscina,
zona di servizio, zona notte).

Il piano di lottizzazione si arenò ed allora i clienti decisero di correre ai ripari chiedendoci di convertire un adiacente edificio rustico, per usare un eufemismo, di loro proprietà, in una dependance da utilizzare nell’attesa che la lottizzazione si sbloccasse.

Il lotto strettissimo e l’obbligo normativo sull’utilizzo della cubatura esistente maggiorata di una percentuale una tantum ci fece realizzare un edificio XXS ma con tutto quello che doveva servire in quel momento.

Un volume lungo e stretto, sviluppato in pratica con un unico affaccio a sud,
caratterizzato compositivamente da un muro a lama e dei volumi parassiti sul retro.

Decidemmo anche di usare materiali poveri e semi industriali, per lavorare sulla metafora dell’edificio magazzino e sulle architetture spontanee in memoria del fu edificio rurale, e così il cemento lo pigmentammo con degli ossidi color terra abbinandolo a dei rivestimenti con lamiere grecate silver.

Finiture interne semi industriali con pavimenti in cemento trattato al quarzo. Tanto doveva essere un’abitazione provvisoria in attesa di realizzare la villa.

E invece il tempo passò e solo nell’estate del 2017 i clienti sono tornati da noi annunciandoci che il piano si era finalmente sbloccato e che erano stanchi di stare stretti nell’edificio dependance.

E così si è deciso di cambiare strategia e fare quindi, al posto della nuova grande villa separata, un ampliamento in modo da addizionare tutte le funzioni mancanti ed allargare quelle esistenti.

L’edificio ha mantenuto l’originaria idea, presa dalla prima villa, delle due barre ed ha ricavato nel nuovo volume gli spazi per un ampio soggiorno, le camere ma soprattutto ha creato una serie di spazi esterni composti da un ampio portico ed una piscina che nella sostanza sono quasi una seconda abitazione.

Questo lavoro ci ricorda che il nostro mestiere è un mestiere lento, e che l’adattamento architettonico è l’unica via per l’evoluzione.


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